FRAGLIA VELA DESENZANO

Santarelli Days


Dar.fosson- Inserito il15 luglio 2011

Indimenticabile, bravissimo Ettore, le barche del grande progettista in scena per ricordare la magia della sua arte progettuale a vento. La regata dedicata ad Ettore Santarelli si realizza anche grazie all’impegno di Gamma 3 Ecologia.

 

Logica circonlocuzione tecnico espressiva in ragione dell’affascinante intemperanza di un carburante chiamato vento. Qualcosa di complesso per definire e ricordare la semplicità disarmante di Ettore Santarelli, progettista. Progettista di Barche a Vela, riporterebbe l’Enciclopedia. Ma nessun testo sacro o profano che sia, sarebbe in grado di spiegare il movimento creativo di questo talento nato per mettere in acqua meccanismi di così alto pregio strutturale. E Fraglia Vela Desenzano non dimentica. Organizzando ancora una volta il Santarelli Day che per l’occasione, insieme alla miriade di barche progettate da Ettore, ospiterà anche il campionato nazionale Strale. Sì lo Strale quella deriva tanto originale quanto elegante, nella sua linearità avvenente al cospetto del profilo dell’acqua. Ritorna la circonlocuzione, che affida alla tecnica progettuale il motore velico azionato dal vento. Giri di parole, circonlocuzioni appunto, come ghirigori intrisi di emozioni, per definire un certo genere di arte.

 

Perifrasi obbligate per chi ne deve raccontare. Per dare lustro e movenza potenziata ad un linguaggio ancora vitalissimo in chiglie e prospettive dell’attualità satarelliana. Un esempio per tutti, quell’Asso dal prorompente ruggito silenzioso che si impone in qualsiasi tipo di andatura. Quell’Asso che tutti cerchiamo disperatamente, dentro le nostre dimesse maniche e che Ettore ha saputo estrarre con la solita semplice, lineare, ma rigorosa efficacia. Così, quando la ricorrenza del Santarelli Day, porta nel golfo di Desenzano i gioielli del grande Ettore, nella luce del ricordo e dell’affetto, i pensieri ricominciano a frullare. Tentando di aggiungere valore all’opera di mastro Santarelli. Operazione tutte le volte molto semplice. Perché qualcosa da aggiungere, da rivalutare e osservare in chiave avveniristica, in quei segni ormai storici c’è sempre da cominciare da certi sui bulbi, capaci di stimolare la fantasia di uno staff di studenti per la loro tesi, pensate, in ingegneria aerospaziale. E allora, al netto di perifrasi, circonlocuzioni ed ergonomie di alto profilo tecnico, caro Ettore lasciati dire ancora una volta, con affetto appassionato collettivo: ma quanto eri bravo!